martedì 26 aprile 2016

Sembra in attesa /
perché fa le fusa come /
aspettandosi qualcosa. /
Ma non c'è pretesa, non c'è /
altro che questo rilassato /
iato /
del tempo e dello spazio /
dove con grazia resta /
alla finestra socchiusa /
degli occhi di topazio. /
Immobile, la sua meditazione /
è lezione di stile: composto /
impercettibile il respiro /
ne si ammira questo saper gustare /
il presente /
facendo a meno della mente. /
O forse /
dietro quell'involucro di pelo /
non c'è del tutto niente /
il suo corpo puro vuoto anche /
nuvola e silenzio. /
Non si capirebbe altrimenti /
come un gatto pure da se stesso /
s'assenti. /

lunedì 25 aprile 2016

Portavamo fiori /
sulla tomba dei partigiani /
in fondo al Campo Giuriati. /
Dietro c'era un muro /
sopra alti pioppi sussurranti /
nel silenzio. Non era /
un gioco, credevamo davvero /
che lì sotto fossero seppelliti. /
Così stavamo muti, si sentiva /
al bordo di quel prato /
proprio lì /
il confine della vita. /
La nostra età d'allora /
più vicina a quella dei fucilati /
di questa che oggi /

di entrambi rimpiange l'innocenza. /
Senza fine è la guerra e nessuno /
di noi o di loro /
lo sapeva. /

Lievi restano quei fiori /
tale la speranza /
di un mondo migliore. /
Continua così /
la resistenza. /

domenica 24 aprile 2016

Il bacio della sirena /

Nella tempesta /
dall’oscuro funesto cobalto /
il corallo delle labbra era assalto /
d’inatteso fuoco /
emerso in quella notte di naufragio /
e d’un amore /
diverso il presagio /
ben più fondo del mare. /
Arso interamente fui quando /
su di lei mi chinai perché attraverso /
le onde la scorsi ed aveva /
occhi di stella infiniti /
e i capelli nelle onde sangue /
d’angue marina le gambe /
metà era del cielo /
mezza d’abisso. Troppo /
è per me, mi dissi. /
Poi nella scialuppa /
salvo mi trovai ma capii /
scisso e maledetto sono io! /
Che la mente dal cuore /
più che l’aria dal mare /
in quel fatale istante /
ho separato. /
Ed ora a questa intera /
vita senza incanto /
nella bonaccia piatta del rimpianto /
per sempre condannato. /

venerdì 22 aprile 2016

Sopravvissuto agli Spagnoli /
a Maria Teresa e Napoleone /
al Quarantotto e due conflitti mondiali /
all'ultimo soprattutto /
lì in via Olmetto ai bombardamenti /
che distrussero in parte Palazzo Archinto /
il suo glicine /
nerbo ritorto che affonda /
le sue spire nella storia /
continua dei suoi fiori /
al primo tepore a offrire la gloria. /
Per tre secoli con tripudio i suoi grappoli /
signori generali rivolte e guerre /
hanno battuto. /
La vittoria, alla fine /
è sempre della terra. /

mercoledì 20 aprile 2016

Si uscirà a spirale /
come l'acqua quando fugge verso il basso /
ma questa volta al cielo /
che non sarà più tale ma imbuto /
di petali d'un azzurro così dolce /
che solo nei sogni ho veduto. /
E quello divenendo l'anima /
immensa facendosi /
sarà poi anche /
niente. /
Nel sollievo dell'illimitato /
sfilata del corpo la scarpa /
nuda /
l'erba di quel prato. /

La mia preferita di Hugo Pratt /

Osservo la posa rilassata /
del marinaio il suo pigro /
abbandonarsi alla panchina /
che non rima con l'attenti /
del gatto e del merlo: eppure /
come un discorso silente /
c'è fra quei tre /
quasi si fossero dati appuntamento. /
E' in attesa /
il Maltese e gli altri due /
gli parlano nella mente. /
O forse già si sono detti tutto /
Corto, il merlo e il gatto /
un segreto /
frusciante anche nel bianco /
cielo immaginato /
nelle foglie autunnali /
all'acquarello. Nulla /
affratella come /
condividere un mistero. /

martedì 19 aprile 2016

E come lucevano della magnolia /
le dure foglie sonanti remiganti /
al tocco gelato del vento /
che fatto aveva del cielo d'aprile /
per un istante /
l'immagine incandescente della gloria. /
Così alta, assoluta /
ne rimbalzava lo splendore sulle foglie /
nacchere inadatte a stormire /
ma così nitide /
nel rifrangere la luce /
da parere argento di specchio /
e il vento /
il dispetto veniale d'un bimbo /
che alla gibigiana si diletta. /