venerdì 3 luglio 2015

Voglio che sia alto /
grande e possente /
ma non che la sua mente /
mi sovrasti: basta /
ch'egli non veda il suo valore /
che ha scritto in fronte /
e mai davanti /
a me passi. Qualche genitore /
crea così il suo golem /
e quando ne ha abbastanza /
lo ripone in qualche parte /
dove non duole /
che sia cresciuto. Ma ormai /
se ne è servito. Giacerà /
sconfitto in una soffitta /
oscura di paure /
fino a quando il timore /
di non essere stato /
amato diverrà il furore /
che lo slancerà fuori. /
Questa la Verità /
che renderà alla vita /
la sua unicità. /
Con la mia nuvola da viaggio /
vado in spiaggia /
a pigliarmi un po' d'ombra. /
Se m'impegno sarò fosforescente /
alla fine /
della stagione. /
Allora mi darai ragione: /
meglio la luce /
averla dentro. /

giovedì 2 luglio 2015

Di tutte le vostre parole /
sono fatte le mie ali: d'amore /
e di perdono, di scusa /
ed apprezzamento /
di lode e di speranza. /
Tutto questo diviene vento /
quando resta /
nella tua mente. Ed io /
sonora rondine che mai /
può posarsi nella gabbia /
della tua rabbia del tuo /
risentimento strido /
di tormento e in tondo /
cerco incessante il varco /
che può darti senso /
lo slancio di quell'unico /
sentimento che oltre /
le labbra mi spinga /
fino all'immenso /
cielo del silenzio. /
L'estate è fatta di prati /
d'alberi immoti /
cieli quieti dove scorre /
a volte /
una nuvola. Niente più /
divieti, nessun amico. /
La risacca delle foglie /
improvvisa /
annuncia la sera. Ed il loro /
respiro /
fa di tutta la notte un bosco /
nel silenzio /
vasto più del mondo /
dove si vive sempre /
tutto l'anno in città. /
Qua la solitudine ha compagnia /
nella libertà. /

mercoledì 1 luglio 2015

Canto del Golem /
Con l’argilla della Vltava /
nella Staronova una notte /
di primavera /
come tutte le cose che iniziano /
con una preghiera Low /
mi diede forma. Di lettere e fango /
il mio rango quello del servo /
il mio sangue lo Spirito che gli angeli /
santo manda in volo. /
Come loro ero vivo /
per una Parola sulla fronte /
incisa. Per essa ho obbedito e difeso /
deciso e forte ma /
la Verità cinta alla mia mente /
mi fece grande fino /
a non avere morte. /
Giaccio in soffitta /
nella sinagoga /
attendo che Jehuda il mago /
ritorni a unire nel Nome /
come quando si ama /
incanto e intento, e ancora /
mi chiami. /
La falsa porta /
enigmatici decori /
all'oscuro mortale regno /
che non è sogno /
conduce. Attraverso /
i muri l'anima filtra /
i suoi pensieri /
pura di senso raggiunge /
la meraviglia
d'ogni mistero. /

Liquida liquerizia della notte /
melassa dolorosa il caldo /
che ci assale e sfibra /
non ha stella che vibri /
la speranza di un cielo /
più alto. Solo il lamento /
d'un cane nel buio /
dà spazio al silenzio /
sospende al suo pianto straniero /
ogni rimpianto. /