domenica 22 giugno 2014

Carolina /

Svelta, minuta e fiera /
stretto alla nuca il nodo del cuore /
perché non ci si volta indietro /
per memorare /
quando si contano i grani /
dei giorni a lavorare. /
Sono venuti a contare le fole /
della Lorena d'oro e di miniere /
una palata di gente l'han buttata /
oltre confine con carte a posto /
ma non parole /
in quella Babele di belgi, polacchi e africani /
miniere e altiforni /
giorni senza misteri, disadorne /
baracche tutte uguali. /
Tutti compagni, lotte, sangue e
solidari<e>tè
i ritals che di ridere han sempre voglia /
anche in pancia alla terra /
nella grande sua doglia /
a spaccarle le ossa /
nella comune fossa. /
Perché domani forse verrà /
il turno di morire /
mentre intera resta /
la città alle donne /
anche quelle dei morti /
tutte nere formiche /
scavano un tempo sospeso /
sopra le loro fatiche. /
Carolina morirà /
in una città straniera /
così vecchia da non /
ricordare chi era. /
Carolina che pure /
era tornata italiana /
forse ha sciolto quel nodo /
con una gioia ormai vana. /

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