venerdì 27 giugno 2014

Diciannove marzo, festa del figlio. /

Oggi, due passi dietro /
la primavera /
la mia sincera meraviglia /
che non esista festa /
per me figlia. Che non ti ho scelto /
in te non sono /
cresciuta, che dicono ti somiglio /
ma forse ci sarebbe di meglio /
da pensare. Avrei voluto /
essere festeggiata /
per essere nata come tua figlia /
non come creatura, come qualsiasi /
cosa che nel tempo /
un po’ dura. Quando non ci si piglia /
non basta la somiglianza /
di tratti, c’è una differenza /
una distanza che nello stupore /
ci fa ammirare /
e mai capire. /
Questo per finire oggi /
Sangiusepppe, giorno zeppo /
d’auguri a tutti i padri /
vorrei che quadri finalmente /
il bilancio, ora che sei partito /
oltre il tempo. E festeggiare me /
che sono rimasta /
erede dei tuoi silenzi /
dell’incomprensione /
e di quest’assenza /
per sempre /
la vestale. /

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