giovedì 3 luglio 2014

Astrolabio /

Solo un nome, Rapitore di Stelle /
mi diedero coloro che da quelle /
l’anima ghermirono /
a precipizio nel frutto /
d’un vietato amore /
nòcciolo sputato dalla storia /
questo di me resta. /
Non segno né voce /
ma la croce della dimenticanza /
ebbi in sorte. Al Cielo /
mi ridiede la morte /
ai lucenti frutti d’un più vasto Amore /
che nelle tenebre splendono /
di silenzio.
L’esistenza mia uguale e tacita /
invisibile ai loro occhi /
-persi uno nell’altra, specchi paralleli /
tunnel di riflessi la memoria- fu /
un inciampo /
all’estasi di bastarsi. /
Quante notti ho vendemmiato stelle /
tremante anch'io di desiderio /
d’una carezza. /
Orfano da prima di vagire /
del vostro amplesso io /
non ho permesso la foce /
la mia voce spenta ora vi chiama /
non Eloisa, Abelardo /
ma padre, madre e grida /
dal sidereo nulla /
la mia passione stella fissa
che arde /
e più non trema. /

Foto: Astrolabio  /

Solo un nome, Rapitore di Stelle  /
mi diedero coloro che da quelle  /
l’anima ghermirono  /
a precipizio nel frutto  /
d’un vietato amore  /
nòcciolo sputato dalla storia  /
questo di me resta.  /
Non segno né voce  /
ma la croce della dimenticanza  /
ebbi in sorte. Al Cielo  /
mi ridiede la morte  /
ai lucenti frutti d’un più vasto Amore  /
che nelle tenebre splendono  /
di silenzio. 
L’esistenza mia uguale e tacita  /
invisibile ai loro occhi  /
-persi uno nell’altra, specchi paralleli  /
tunnel di riflessi la memoria- fu  / 
un inciampo  /
all’estasi di bastarsi.  /
Quante notti ho vendemmiato stelle  /
tremante anch'io di desiderio /
d’una carezza.  /
Orfano da prima di vagire  /
del vostro amplesso io  /
non ho permesso la foce  /
la mia voce spenta ora vi chiama  /
non Eloisa, Abelardo  /
ma padre, madre e grida  /
dal sidereo nulla  /
la mia passione stella fissa
che arde  /
e più non trema. /

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